Decreto “Cura Italia”: l’analisi delle disposizioni

Tempi più rapidi e procedura automatica si potranno avere fino a 25 mila euro, sia per Pmi sia per persone fisiche esercenti attività di impresa,arti o professioni, comunque non oltre il 25% del fatturato del beneficiario dell’ultimo bilancio (con restituzione fino a 6 anni e inizio del rimborso non prima di 18-24 mesi).

Il decreto stabilisce anche che tutte le misure previste dal precedente Dl Cura Italia, soprattutto relative alla semplificazione e alla gratuità dell’accesso, sono prorogate fino al termine del 2020. per l’intero pacchetto del Fondo di garanzia, e quindi non solo per i prestiti fino al 25mila euro, ad ogni modo ora sarà determinante lo stanziamento delle risorse a supporto.  Nel Dl approvato ieri per ora dovrebbe esserci solo 1 miliardo di euro (bozza ancora provvisoria).

Per le sole Pmi, il 100% sarà possibile a copertura di nuovi finanziamenti concessi a chi ha ricavi fino a 3,2 milioni e fino al minor importo tra il 25% del fatturato e 800mila euro. Non serve l’istruttoria del Fondo sul merito di credito ma il 100% si ottiene solo in forma mista:

90% Stato

e 10% Confidi privati.

Garanzia totale anche per prestiti concessi a Pmi con fatturato fino a 800mila euro e fino al 15% del fatturato, quindi per un massimo di 120mila euro (in questo caso serve la valutazione del Fondo). I tassi di interesse dovrebbero collocarsi tra 0,2 e 0,5%. In tutte le altre situazioni, fino a un importo massimo garantibile di 5 milioni di euro, la garanzia sarà concedibile solo entro il 90% (con valutazione generale ai fini degli accantonamenti ma senza la valutazione sull’andamento economico).

La sospensione dei versamenti per i mesi di aprile e maggio sarà ancorata al volume di fatturato (articolo 18, comma 1, D.L. 23 del 8.4.2020). Se non superano i 50 milioni di euro, il calo dei ricavi o compensi per accedere alla sospensione dei versamenti di Iva, ritenute, contributi e premi Inail deve essere del 33% rispetto a marzo e aprile 2019

I versamenti dovranno essere effettuati entro il 30 giugno in un’unica soluzione o in 5 rate sempre a partire da giugno.

Viene prevista comunque una verifica incrociata con Inps, Inail ed altri enti previdenziali che comunicheranno all’Agenzia delle Entrate chi si è avvalso della sospensione.

Sarà quest’ultima poi a segnalare i riscontri sui requisiti di ricavi o compensi che davano diritto ad avvalersi della possibilità. Con il rischio di essere poi sanzionati per chi l’ha sfruttata senza averne le condizioni.

Best Practice:

Lo studio provvederà a verificare gli scostamenti del fatturato dei mesi di marzo e di aprile 2020 con i mesi di marzo e aprile 2019.

Per i Clienti Tandem sarà loro cura aggiornare la contabilità in tempo per consentirci di poter vagliare se i versamenti in scadenza sono rinviabili

Per gli autonomi con ricavi o compensi fino a 400.000,00 euro nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 (data di entrata in vigore del Dl n. 18 “Cura Italia”) e il 31 maggio 2020 (in luogo del 31 marzo 2020) stop alle ritenute d’acconto operate dai sostituti d’imposta sui redditi di lavoro autonomo e quelle sulle provvigioni per rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento d’affari.

Questo a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato.

I contribuenti interessati torneranno a versare le ritenute d’acconto non operate dal sostituto in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2020 (in luogo del 31 maggio 2020) o rateizzando fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di luglio 2020 (in luogo di maggio 2020), senza applicazione di sanzioni e interessi.

Il decreto proroga al prossimo 30 aprile il termine per i sostituti d’imposta per consegnare la certificazione unica dei redditi 2019 a lavoratori o pensionati interessati. Niente sanzioni, invece, per chi deve ancora trasmettere alle Entrate la certificazione unica se effettuerà l’invio sempre entro il 30 aprile. Inoltre viene dematerializzato il meccanismo delle deleghe alla consultazione della precompilata per evitare che i cittadini si debbano recare dai Caf o dai professionisti abilitati. Delega, che in assenza di stampanti o scanner, può anche non essere sottoscritta ma autorizzata ad esempio con un video o una e-mail accompagnato da una foto. Le stesse modalità saranno consentite per l’accesso a domande Inps. Resta fermo l’obbligo di regolarizzare deleghe e documentazione alla fine dell’emergenza.

Commento

Lo studio ha già provveduto alla spedizione di tutti i modelli CU 2020 relativi ai lavoratori dipendenti ed è in fase di completamento quella dei lavoratori autonomi (che comunque ha come termine di presentazione il 31.10.2020)

Nella bozza di decreto legge liquidità trova posto anche un denso pacchetto di misure sulla crisi d’impresa, sia con modifiche alla disciplina fallimentare sia con interventi sul Codice civile. Quanto alle prime, si dispone innanzitutto il rinvio al 1° settembre 2021 dell’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa con l’obiettivo di evitare agli operatori la necessità di confrontarsi con un set di regole assai innovative. Si provvede poi a congelare le istanze di fallimento fino al 30 giugno prossimo, con l’eccezione di quelle avanzate dal pm, e si interviene su concordati e accordi di ristrutturazione per favorire gli adempimenti.

Sul Codice civile, alt alle misure sulla necessità di ricapitalizzazione quando il capitale precipita al di sotto dei limiti legali, presunzione poi di continuità aziendale nei bilanci sostenibili al 23 febbraio e misure per favorire l’afflusso di finanza da parte dei soci.

La mini-proroga di quattro giorni, dal 16 marzo al 20 marzo, di cui all’articolo 60 del Dl 18/20 si allunga fino al 16 aprile, considerando tempestivi i versamenti entro questa data.

Per i contribuenti che verseranno l’acconto per il 2020 con il sistema “previsionale” basato sul minore reddito dell’anno in cui si versa l’acconto, non saranno chiesti sanzioni o interessi, nei casi in cui gli acconti si rivelaranno non inferiori all’80% del dovuto riferito al 2020.

Proroga che non risolve di fatto le problematiche sorte con la normativa entrata in vigore nel 2020

La norma interviene sostituendo il comma 1-bis dell’articolo 17 del decreto-legge 124 del 2019 il quale dispone a oggi, anch’esso con finalità di semplificazione e riduzione degli adempimenti in capo ai contribuenti, che nel caso in cui gli importi dovuti non superino il limite annuo di 1.000,00 euro, l’obbligo di versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche possa essere assolto con due versamenti semestrali, da effettuare rispettivamente entro il 16 giugno ed entro il 16 dicembre di ciascun anno. .

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