Elenco FAQ e Best Practices

In questa sezione il Cliente potrà trovare un elenco di FAQ relativo a domande che ci avete avanzato con le relative risposte. Riteniamo che rendendole visibili a tutti Voi si possa migliorare la qualità del servizio.

Potete anche inviare delle domande utilizzando l’apposito riquadro a queste condizioni: dovete essere Clienti dello studio e le risposte vi saranno sempre date in via privata e, se di interesse generale, resteranno pubblicate in questa Sezione

Le Best Pracitces rappresentano un nuovo metodo di rapportarsi con il Cliente: creare una serie di regole reciproche e renderle chiare e sempre consultabili consentirà, seguendole, di rendere da parte nostra e di ottenere, da parte Vostra, un servizio sempre più preciso.

LEGGETELE E SEGUITELE!

Assegni Nucleo Familiare

Il lavoratore deve inoltrare richiesta telematica di ANF all’INPS attraverso uno dei seguenti canali:
– Web (sito www.inps.it), tramite PIN dispositivo o SPID;
– Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
Il lavoratore (ed eventualmente i suoi familiari), inoltre, può delegare alla presentazione della domanda il datore di lavoro, direttamente oppure tramite uno dei soggetti abilitati (L. 12/79; Mess. INPS 6 dicembre 2019 n. 4583).
La domanda deve riportare una serie di informazioni che riguardano soprattutto la composizione e il reddito del nucleo familiare (dati anagrafici del richiedente, composizione del nucleo familiare, dichiarazione dei redditi posseduti dai componenti del nucleo familiare nel periodo di riferimento, indicazioni sullo stato civile e condizioni particolari dei componenti il nucleo che possono determinare l’aumento dei limiti di reddito).
La domanda funge da autocertificazione nei confronti dell’INPS, in quanto contiene tutti i dati che permettono di risalire alle stesse informazioni contenute nello stato di famiglia.

Precisazioni

1) In caso di rigetto dell’istanza è inviato al richiedente uno specifico provvedimento (modello ANF58).
2) La domanda di ANF deve essere presentata dal titolare del diritto alla prestazione anche se lo stesso non ha una propria posizione tutelata e presenta domanda in favore dell’altro genitore lavoratore dipendente (Mess. INPS 29 agosto 2019 n. 3142).

Dichiarazioni di responsabilità

 Nella procedura di richiesta dell’ANF sono incorporate due distinte dichiarazioni di responsabilità:
– quella del richiedente, che attesta che non ci sono altre richieste né corresponsione di altri assegni per le persone componenti il nucleo;
– quella del coniuge del richiedente, che attesta di non aver richiesto alcun trattamento di famiglia per le persone indicate nel nucleo familiare. In assenza di tale dichiarazione è necessaria la preventiva autorizzazione INPS.

L’importo calcolato dall’Istituto è messo a disposizione del datore di lavoro, che può prenderne visione attraverso una specifica utility presente nel Cassetto previdenziale aziendale, indicando il codice fiscale del lavoratore ed eventualmente quello del richiedente (se i due soggetti non coincidono, come ad esempio nel caso di madre separata senza posizione tutelata, che chiede la prestazione sulla posizione lavorativa dell’altro genitore).
Sulla base dell’importo teoricamente spettante individuato dall’INPS, il datore di lavoro calcola l’importo effettivamente spettante al richiedente, in relazione alla tipologia di contratto sottoscritto e alla presenza/assenza del lavoratore nel periodo di riferimento. La somma corrisposta mensilmente non può comunque eccedere quella mensile indicata dall’INPS.

Best Practices

Per le fatture di acquisto carburante siete invitati a leggere il seguente articolo

Le attività da svolgere all’atto di dimissione del dipendente sono le seguenti:

  • verificare sulla PEC aziendale che sia stata notificata la cessazione del rapporto di lavoro da parte degli operatori qualificati dalla normativa (Ispettorati del lavoro, Inps, Caf, Consulenti del lavoro)
  • inoltrare immediatamente la PEC allo studio preferibilmente con pubblicazione su Webdesk o, in alternativa, allegandola ad una email (indirizzo paghe@studiobarberis.it) – in questo ultimo caso accertarsi che la email sia stata regolarmente ricevuta contattandoci

Lo studio provvederà a predisporre la Comunicazione Unica da inviare al Centro per l’Impiego e a pubblicare sul vostro Webdesk la ricevuta di avvenuta consegna.

Poiché la comunicazione deve essere inviata entro i cinque giorni successivi al termine del rapporto di lavoro, sarà cura del Cliente evitare di inviare la PEC l’ultimo giorno utile in quanto non sarà garantito lo svolgimento della pratica.

Nel caso in cui il dipendente non abbia dato regolare preavviso di dimissione lo studio provvederà a calcolare l’indennità a suo carico prevista dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro (fatta salva la comunicazione contraria da parte del datore di lavoro).

Premessa

La variazione delle ore settimanali lavorate e la loro distribuzione è sempre possibile quando vi è l’accordo tra il datore di lavoro e il lavoratore già part-time.

Gli adempimenti da svolgere:
  • variazione del contratto di lavoro
  • comunicazione della decorrenza e del nuovo orario di lavoro allo studio
variazione del contratto di lavoro:

Sarà necessario formalizzare la variazione del contratto utilizzando il seguente facsimile.

Ricordatevi di inviare allo studio copia della variazione contrattuale per permetterci di inserire nell’anagrafica del dipendente la decorrenza e il nuovo orario di lavoro svolto.
 

Con l’avvento della fattura elettronica, dal 2019 i documenti che devono essere consegnati allo studio per le registrazioni contabili sono residuali: di fatto sono tutti quei costi sostenuti dall’azienda che, appunto, non sono stati formati come fattura elettronica per la loro natura.

Cerchiamo di dare un elenco, non esaustivo, delle spese più frequenti:

  • canoni di locazione pagati a privati utilizzati dall’azienda
  • spese di amministrazione degli immobili di cui sopra
  • imposte comunali quali TARSU, pubblicità, occupazione suolo pubblico, IMU (per immobili di proprietà dell’azienda utilizzati o locati a terzi)
  • spese bancarie e interessi passivi relativi ai conti correnti aziendali
  • interessi passivi per finanziamenti o mutui utilizzati dall’azienda
  • quietanze dei premi assicurativi pagati per polizze automezzi aziendali, responsabilità civile verso terzi, ecc…
  • le fatture dei fornitori che rientrano nel regime dei minimi o delle nuove iniziative produttive

Tutti questi documenti devono essere periodicamente (si consiglia mensilmente) consegnati allo studio perché vengano registrati nella contabilità semplificata.

Si consiglia di assegnare a ciascun documento una numerazione progressiva annuale per consentirci di rilevare eventuali salti di protocollo e di segnalarveli.

Attenzione: lo studio non può svolgere (e non svolge) controlli relativi alla ricezione di questa documentazione, quindi è fondamentale che ci sia da parte vostra una gestione di corretta acquisizione e di inoltro di questo genere di documentazione.

Trascorso il termine del 28 febbraio di ciascun anno successivo lo studio provvederà alla chiusura della contabilità e la mancata registrazione di questo genere di spese potrà comportare un maggiore esborso di imposte (in quanto il reddito dichiarato sarà più alto) e potenziali errori di compilazione dei dichiarativi (ad esempio gli ISA) perché dati devono confluire in diverse gestioni extracontabili.

Category: Best Practices

Lo studio provvede a pubblicare la dichiarazione su webdesk. Il  Cliente scarica il modello e deve apporre la firma autografa o digitale sulla dichiarazione e deve conservare l’“originale” della stessa, munita della firma, essendo la sottoscrizione un elemento essenziale della dichiarazione. Lo studio che provvede alla trasmissione telematica del modello deve, invece, conservare la “copia” della dichiarazione, anche su supporto informatico, senza che la stessa rechi la sottoscrizione del contribuente

Una volta ricevuta dallo studio la dichiarazione, il Cliente la può stampare, firmare e conservare su supporto analogico/cartaceo e può, in aggiunta, conservarla anche in modalità elettronica senza tuttavia applicare le regole specifiche del D.Lgs. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale).

In questo caso deve comunque apporre la firma autografa sull’esemplare cartaceo della dichiarazione da lui creato (che diventa, così, l’“originale” della dichiarazione) che deve esibire, se richiesta dall’Amministrazione finanziaria in sede di controllo, esclusivamente su supporto cartaceo/analogico munito della sottoscrizione autografa.

Category: Best Practices

Il metodo migliore per consegnare un documento allo studio è quello di entrare nella sezione Webdesk assegnata alla vostra azienda e cliccare su Condivisione documenti.

All’apertura della pagina il software vi permetterà di caricare un file nei formati più comuni (pdf, jpeg, word, excell) e di inviarlo allo studio.

Di default il software colloca tutta la documentazione nella radice Documento/documento: non è un problema e potete lasciarlo anche così, sarà nostra cura, quando apriremo il file, dare una collocazione precisa al documento ricevuto in base alle nostre metodologie.

Utilizzando questo metodo avrete il vantaggio di poter vedere immediatamente caricato il file nella vostra posizione e potrete monitorare la data in cui noi l’avremo aperto.

In alternativa potrete consegnare la documentazione a mezzo email utilizzando gli indirizzi già messi a Vostra disposizione.

Lo studio, al ricevimento dell’email, vi risponderà sempre con un’altra email di conferma ricevimento della comunicazione.

Nel caso in cui non riceviate l’email di conferma sarà vostra cura contattarci per verificare se abbiamo ricevuto il documento.

In caso di mancato contatto lo studio non risponde per eventuali danni subiti dal Cliente per email che non hanno ricevuto riscontro di ricezione. 

Category: Best Practices

Contabilità

Per le fatture di acquisto carburante siete invitati a leggere il seguente articolo

Vorrei rinunciare ad un credito verso un cliente: come posso procedere?

Il nuovo art. 101 TUIR consente di dedurre le perdite su crediti inesigibili di importo inferiore a 5.000 euro, per le grandi imprese, e 2.500, per le altre imprese; condizione necessaria è che i crediti siano scaduti da almeno 6 mesi. Particolare attenzione deve essere quindi prestata nella rilevazione delle imposte anticipate e degli eventuali fondi svalutazione stanziati.

L’art. 101, comma 5, TUIR è stato modificato, dapprima, dal D.L. n. 83/2012, successivamente dalla legge di Stabilità 2014. Una delle novità più interessanti è rappresentata dalla possibilità di dedurre perdite su crediti di modesto importo, senza dover rispettare vincoli particolarmente stringenti.
Con la nota operativa n. 9 del 2014, l’Accademia Romana di Ragioneria evidenzia i principali aspetti fiscali e contabili, relativi alla deducibilità delle perdite su crediti di modesto importo.

Deducibilità delle perdite su crediti (art. 101 TUIR)
Sono deducibili:
“[…] le perdite su crediti, diverse da quelle deducibili ai sensi del comma 3 dell’articolo 106, sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi e in ogni caso, per le perdite su crediti, se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali o ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato […]. Gli elementi certi e precisi sussistono in ogni caso quando il credito sia di modesta entità e sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito stesso. Il credito si considera di modesta entità quando ammonta ad un importo non superiore a 5.000 euro per le imprese di più rilevante dimensione […], e non superiore a 2.500 euro per le altre imprese.
Gli elementi certi e precisi sussistono inoltre quando il diritto alla riscossione del credito è prescritto. Gli elementi certi e precisi sussistono inoltre in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in applicazione dei principi contabili”.

Per poter essere dedotte, quindi, le perdite su crediti devono essere determinate da elementi certi e precisi. A tale proposito, il legislatore ha individuato una serie di ipotesi per le quali precisione e certezza sono rispettate ex lege, e cioè:
– quando il debitore è assoggettato a procedure concorsuali;
– quando il debitore ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti;
– quando il credito è di modesto importo e scaduto da almeno 6 mesi;
– quando il credito è prescritto;
– quando il credito è stato cancellato in seguito all’applicazione dei principi contabili.

Le perdite su crediti di modesto importo

Le imprese creditrici di grandi dimensioni (con ricavi pari almeno a 100 milioni di euro) possono dedurre le perdite su crediti di importo nominale, al netto di eventuali incassi già effettuati, non superiore a 5.000 euro, mentre le altre imprese potranno dedurre dette perdite se derivanti da crediti di importo non superiore a 2.500 euro.
Tali importi devono essere calcolati al netto degli interessi di mora e al lordo dell’IVA (cfr. circolare n. 26E2013).
Le perdite sono deducibili a condizione che il credito risulti scaduto da almeno 6 mesi e se la componente negativa sia stata imputata a conto economico.
Tab1

Nota bene
La perdita può essere dedotta anche negli esercizi successivi a quello in cui scade il termine dei 6 mesi, a condizione che ciò avvenga nell’esercizio in cui il costo viene imputato a conto economico.
Al contrario, se l’imputazione del costo in conto economico avviene nell’esercizio x e i sei mesi scadono nell’esercizio x+1 il costo può essere dedotto dal reddito in quest’ultimo esercizio e non in esercizi successivi.

La nota n. 9/2014 dell’Accademia Romana sottolinea anche un ulteriore aspetto, cioè il fatto che l’entità del credito non è riferita al debitore nel suo complesso ma alla singola obbligazione.

Nota bene
Se il creditore vanta più crediti nei confronti dello stesso debitore, di importo complessivamente superiore a 5.000 euro – 2.500 euro ma unitariamente inferiore a detto limite, potrà dedurre la perdita derivante da ciascuno di essi.

Il principio è valido per i crediti derivanti da obbligazioni autonome.
Se invece il credito deriva da obbligazioni periodiche, il limite è relativo alla somma dei crediti della medesima obbligazione periodica, scaduti da più di sei mesi nel medesimo periodo d’imposta.
Nella circolare n. 26/E/2013, l’Agenzia delle Entrate ha inoltre stabilito che – se i requisiti per poter dedurre una perdita su crediti di modesto importo sono rispettati in un certo anno d’imposta – la deduzione del costo potrà avvenire anche in un periodo successivo, senza dover verificare nuovamente i limiti.

Nota bene
Ai fini del calcolo dei 6 mesi, la scadenza “ordinaria” per il pagamento dei crediti commerciali è 30 giorni dalla data di ricevimento della fattura ovvero 60 giorni, se pattuito diversamente dalle parti.
I 30 giorni decorrono dalla data del ricevimento della merce o del servizio quando la fattura è ricevuta prima di tale data ovvero quando non sia certa la data di ricevimento del documento fiscale.
Se invece è prevista ex lege (o da contratto) l’accettazione o verifica della merce, i 30 giorni decorrono da questi eventi.
Category: Contabilità

Detrazioni fiscali

Lo studio rilascia a tutti i dipendenti all’inizio del rapporto di lavoro, o nel mese di gennaio di ciascun anno successivo, il modello DM23 utile a comunicare dati per un corretto calcolo dei propri dati anagrafici e  delle detrazioni fiscali spettanti.

Si ricorda che l’attuale normativa prevede che è compito del lavoratore fornire al datore di lavoro tutti i dati utili e, in caso di variazione, tutte le successive modifiche.

Alcune annotazioni principali:

  1. nel caso in cui il lavoratore/lavoratrice sia coniugato occorre obbligatoriamente comunicare i dati anagrafici ed il codice fiscale del marito/moglie oltre ai mesi in cui è eventualmente a carico
  2. per i figli a carico occorre indicare tutti i dati anagrafici, i mesi a carico per l’anno corrente e la percentuale di detrazione
  3. per altri familiari a carico indicare i dati richiesti
  4. consultare il sito dell’AdE per verificare i limiti reddituali necessari perché un familiare sia considerato a carico.

Nel caso in cui, ad inizio anno, il modello DM23 ricevuto dello studio rappresenti correttamente la situazione del lavoratore non è necessario restituirlo.

Nel caso in cui vi siano delle variazioni occorre aggiornare il modello e restituirlo quanto prima allo studio per consentirci di variare l’anagrafica del lavoratore.

Eventuali variazioni intervenute durante l’anno e non comunicate allo studio potranno essere corrette dal lavoratore solamente presentando il modello 730.

Attenzione:

  • il modello DM23 riguarda esclusivamente le detrazioni fiscali spettanti al lavoratore e per i familiari a carico e non ha nulla a che vedere con le eventuali richieste di assegni familiari richieste tramite l’Inps: i due benefici posso non coesistere contemporaneamente;
  • l’avere goduto eventuali indennità per maternità, congedo matrimoniale o quanto altro non esimia il dipendente dall’obbligo di effettuare la comunicazione delle detrazioni fiscali spettanti.

Dimissioni del dipendente

Le attività da svolgere all’atto di dimissione del dipendente sono le seguenti:

  • verificare sulla PEC aziendale che sia stata notificata la cessazione del rapporto di lavoro da parte degli operatori qualificati dalla normativa (Ispettorati del lavoro, Inps, Caf, Consulenti del lavoro)
  • inoltrare immediatamente la PEC allo studio preferibilmente con pubblicazione su Webdesk o, in alternativa, allegandola ad una email (indirizzo paghe@studiobarberis.it) – in questo ultimo caso accertarsi che la email sia stata regolarmente ricevuta contattandoci

Lo studio provvederà a predisporre la Comunicazione Unica da inviare al Centro per l’Impiego e a pubblicare sul vostro Webdesk la ricevuta di avvenuta consegna.

Poiché la comunicazione deve essere inviata entro i cinque giorni successivi al termine del rapporto di lavoro, sarà cura del Cliente evitare di inviare la PEC l’ultimo giorno utile in quanto non sarà garantito lo svolgimento della pratica.

Nel caso in cui il dipendente non abbia dato regolare preavviso di dimissione lo studio provvederà a calcolare l’indennità a suo carico prevista dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro (fatta salva la comunicazione contraria da parte del datore di lavoro).

Fattura Smart

Il primo controllo che occorrerà effettuare è, richiamando in Fattura Smart il documento che presenta il problema, se è indicata la ricevuta di avvenuta consegna allo SDI

esempio di fattura non inviata allo SDI
esempio di fattura correttamente inviata allo SDI

Nel caso in cui non compaiano le ricevute dell’invio della fattura elettronica controllare nell’anagrafica del cliente che sia flaggato il campo di attivazione della Fatturazione Elettronica B2B (come da successivi esempi)

all’interno della fattura cliccare sul nominativo del cliente
verificare che compaia la dicitura indicata dalla freccia

E’ compito del Cliente verificare che l’invio della fattura elettronica allo SDI abbia avuto esito positivo. Lo studio provvede ad effettuare il controllo dell’esistenza del documento in Fattura Smart e la corretta registrazione in Tandem

Category: Fattura Smart

Sarà sufficiente entrare nella riga di descrizione e cliccare sui tre puntini posti in fondo, quindi cliccare su “Altri dati” e nel “Dettaglio riga” compilare i due dati richiesti.

Qui di seguito un esempio

Category: Fattura Smart

Già qualche volta ci è capitato di ricevere richieste di questo genere dai Clienti che hanno optato per il regime IVA per cassa.

Il dato viene inserito nelle impostazioni dell’anagrafica di Fattura Smart e serve per indicare una peculiare gestione del contribuente, senza che nulla rilevi per il destinatario della fattura.

Potrà quindi comunicare alla controparte quanto sopra detto e occorrerà:

  1. emettere una nota di credito della fattura rifiutata (perché per lo SDI il documento è a tutti gli effetti stato emesso e tale continuerebbe altrimenti a risultare)
  2. riemettere la fattura elettronica 
Category: Fattura Smart

Occorre:

  1. Creare una nuova anagrafica cliente gestendola correttamente come ditta individuale
  2. Selezionare la fattura scartata, entrare in modifica e cambiare l’anagrafica del cliente con quella di cui al punto precedente;
  3. Reinviare la fattura (il reinvio può essere fatto anche al cliente, la prima fattura è come se non fosse mai stata inviata)
  4. Cancellare l’anagrafica errata per evitare errori in futuro

Category: Fattura Smart

Iva

Per un meccanico occorre indicare analiticamente sul documento telematico le singole prestazioni ovvero può indicare genericamente “Riparazione compreso i ricambi”?

È corretta l’indicazione “generica” della prestazione, nei modi indicati nel quesito.

In generale il nuovo documento commerciale deve contenere:

– i dati anagrafici/ragione sociale del soggetto emittente;

– la sua partita Iva;

– l’ubicazione dell’esercizio;

– la dicitura «documento commerciale di vendita o prestazione»;

– la descrizione della merce acquistata;

– le aliquote Iva applicate (espresse in percentuale) o i “codici natura” in caso di operazione senza applicazione dell’Iva;

– il pagamento “contante” ed “elettronico”, il “non riscosso” e il “resto” (al fine di tracciare, in modo trasparente e completo, il dettaglio dell’operazione di incasso);

– la data e l’ora di emissione;

– il numero del documento;

– il numero del registratore telematico.

Lavoro

Le attività da svolgere all’atto di dimissione del dipendente sono le seguenti:

  • verificare sulla PEC aziendale che sia stata notificata la cessazione del rapporto di lavoro da parte degli operatori qualificati dalla normativa (Ispettorati del lavoro, Inps, Caf, Consulenti del lavoro)
  • inoltrare immediatamente la PEC allo studio preferibilmente con pubblicazione su Webdesk o, in alternativa, allegandola ad una email (indirizzo paghe@studiobarberis.it) – in questo ultimo caso accertarsi che la email sia stata regolarmente ricevuta contattandoci

Lo studio provvederà a predisporre la Comunicazione Unica da inviare al Centro per l’Impiego e a pubblicare sul vostro Webdesk la ricevuta di avvenuta consegna.

Poiché la comunicazione deve essere inviata entro i cinque giorni successivi al termine del rapporto di lavoro, sarà cura del Cliente evitare di inviare la PEC l’ultimo giorno utile in quanto non sarà garantito lo svolgimento della pratica.

Nel caso in cui il dipendente non abbia dato regolare preavviso di dimissione lo studio provvederà a calcolare l’indennità a suo carico prevista dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro (fatta salva la comunicazione contraria da parte del datore di lavoro).

Premessa

La variazione delle ore settimanali lavorate e la loro distribuzione è sempre possibile quando vi è l’accordo tra il datore di lavoro e il lavoratore già part-time.

Gli adempimenti da svolgere:
  • variazione del contratto di lavoro
  • comunicazione della decorrenza e del nuovo orario di lavoro allo studio
variazione del contratto di lavoro:

Sarà necessario formalizzare la variazione del contratto utilizzando il seguente facsimile.

Ricordatevi di inviare allo studio copia della variazione contrattuale per permetterci di inserire nell’anagrafica del dipendente la decorrenza e il nuovo orario di lavoro svolto.
 

Lo studio rilascia a tutti i dipendenti all’inizio del rapporto di lavoro, o nel mese di gennaio di ciascun anno successivo, il modello DM23 utile a comunicare dati per un corretto calcolo dei propri dati anagrafici e  delle detrazioni fiscali spettanti.

Si ricorda che l’attuale normativa prevede che è compito del lavoratore fornire al datore di lavoro tutti i dati utili e, in caso di variazione, tutte le successive modifiche.

Alcune annotazioni principali:

  1. nel caso in cui il lavoratore/lavoratrice sia coniugato occorre obbligatoriamente comunicare i dati anagrafici ed il codice fiscale del marito/moglie oltre ai mesi in cui è eventualmente a carico
  2. per i figli a carico occorre indicare tutti i dati anagrafici, i mesi a carico per l’anno corrente e la percentuale di detrazione
  3. per altri familiari a carico indicare i dati richiesti
  4. consultare il sito dell’AdE per verificare i limiti reddituali necessari perché un familiare sia considerato a carico.

Nel caso in cui, ad inizio anno, il modello DM23 ricevuto dello studio rappresenti correttamente la situazione del lavoratore non è necessario restituirlo.

Nel caso in cui vi siano delle variazioni occorre aggiornare il modello e restituirlo quanto prima allo studio per consentirci di variare l’anagrafica del lavoratore.

Eventuali variazioni intervenute durante l’anno e non comunicate allo studio potranno essere corrette dal lavoratore solamente presentando il modello 730.

Attenzione:

  • il modello DM23 riguarda esclusivamente le detrazioni fiscali spettanti al lavoratore e per i familiari a carico e non ha nulla a che vedere con le eventuali richieste di assegni familiari richieste tramite l’Inps: i due benefici posso non coesistere contemporaneamente;
  • l’avere goduto eventuali indennità per maternità, congedo matrimoniale o quanto altro non esimia il dipendente dall’obbligo di effettuare la comunicazione delle detrazioni fiscali spettanti.

Il lavoratore deve inoltrare richiesta telematica di ANF all’INPS attraverso uno dei seguenti canali:
– Web (sito www.inps.it), tramite PIN dispositivo o SPID;
– Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
Il lavoratore (ed eventualmente i suoi familiari), inoltre, può delegare alla presentazione della domanda il datore di lavoro, direttamente oppure tramite uno dei soggetti abilitati (L. 12/79; Mess. INPS 6 dicembre 2019 n. 4583).
La domanda deve riportare una serie di informazioni che riguardano soprattutto la composizione e il reddito del nucleo familiare (dati anagrafici del richiedente, composizione del nucleo familiare, dichiarazione dei redditi posseduti dai componenti del nucleo familiare nel periodo di riferimento, indicazioni sullo stato civile e condizioni particolari dei componenti il nucleo che possono determinare l’aumento dei limiti di reddito).
La domanda funge da autocertificazione nei confronti dell’INPS, in quanto contiene tutti i dati che permettono di risalire alle stesse informazioni contenute nello stato di famiglia.

Precisazioni

1) In caso di rigetto dell’istanza è inviato al richiedente uno specifico provvedimento (modello ANF58).
2) La domanda di ANF deve essere presentata dal titolare del diritto alla prestazione anche se lo stesso non ha una propria posizione tutelata e presenta domanda in favore dell’altro genitore lavoratore dipendente (Mess. INPS 29 agosto 2019 n. 3142).

Dichiarazioni di responsabilità

 Nella procedura di richiesta dell’ANF sono incorporate due distinte dichiarazioni di responsabilità:
– quella del richiedente, che attesta che non ci sono altre richieste né corresponsione di altri assegni per le persone componenti il nucleo;
– quella del coniuge del richiedente, che attesta di non aver richiesto alcun trattamento di famiglia per le persone indicate nel nucleo familiare. In assenza di tale dichiarazione è necessaria la preventiva autorizzazione INPS.

L’importo calcolato dall’Istituto è messo a disposizione del datore di lavoro, che può prenderne visione attraverso una specifica utility presente nel Cassetto previdenziale aziendale, indicando il codice fiscale del lavoratore ed eventualmente quello del richiedente (se i due soggetti non coincidono, come ad esempio nel caso di madre separata senza posizione tutelata, che chiede la prestazione sulla posizione lavorativa dell’altro genitore).
Sulla base dell’importo teoricamente spettante individuato dall’INPS, il datore di lavoro calcola l’importo effettivamente spettante al richiedente, in relazione alla tipologia di contratto sottoscritto e alla presenza/assenza del lavoratore nel periodo di riferimento. La somma corrisposta mensilmente non può comunque eccedere quella mensile indicata dall’INPS.

Secondo quanto precisato dall’Inps nella circ. n. 110/1992 al lavoratore che presta attività presso aziende diverse l’assegno spetta solo per l’attività principale. Si intende per attività principale quella che impegna per il maggior tempo le prestazioni del lavoratore o costituisce la fonte principale di guadagno. Il lavoratore deve indicare, al datore di lavoro presso cui presta l’attività secondaria, l’azienda presso cui esplica l’attività principale per la quale gli viene corrisposto l’assegno.

Category: Lavoro

Orario di lavoro

Premessa

La variazione delle ore settimanali lavorate e la loro distribuzione è sempre possibile quando vi è l’accordo tra il datore di lavoro e il lavoratore già part-time.

Gli adempimenti da svolgere:
  • variazione del contratto di lavoro
  • comunicazione della decorrenza e del nuovo orario di lavoro allo studio
variazione del contratto di lavoro:

Sarà necessario formalizzare la variazione del contratto utilizzando il seguente facsimile.

Ricordatevi di inviare allo studio copia della variazione contrattuale per permetterci di inserire nell’anagrafica del dipendente la decorrenza e il nuovo orario di lavoro svolto.
 

Registratore telematico

Per un meccanico occorre indicare analiticamente sul documento telematico le singole prestazioni ovvero può indicare genericamente “Riparazione compreso i ricambi”?

È corretta l’indicazione “generica” della prestazione, nei modi indicati nel quesito.

In generale il nuovo documento commerciale deve contenere:

– i dati anagrafici/ragione sociale del soggetto emittente;

– la sua partita Iva;

– l’ubicazione dell’esercizio;

– la dicitura «documento commerciale di vendita o prestazione»;

– la descrizione della merce acquistata;

– le aliquote Iva applicate (espresse in percentuale) o i “codici natura” in caso di operazione senza applicazione dell’Iva;

– il pagamento “contante” ed “elettronico”, il “non riscosso” e il “resto” (al fine di tracciare, in modo trasparente e completo, il dettaglio dell’operazione di incasso);

– la data e l’ora di emissione;

– il numero del documento;

– il numero del registratore telematico.

Tutorial

In questo tutorial vengono analizzati i contatori delle ferie, festività e permessi e l’importo del TFR maturato dal dipendente al 31.12 dell’anno precedente

Category: Tutorial
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